Rocca Cinema Imola
Piccole Donne
regia: Greta Gerwig
durata: 135'
U.S.A., 2019
mercoled√¨ 15 luglio 21:30
Piccole donne, che non tradisce il testo originale, ha tanti assi nella manica, a incominciare dallo splendido cast.

Le quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy, hanno il loro padre, un semplice cappellano, che è partito per il fronte durante la Guerra di secessione americana, lasciando a casa le figlie e la moglie. Le ragazze, con i loro pregi e i loro difetti, pur essendo povere, imparano a crescere e diventare ragazze responsabili, pronte a difendersi da qualsiasi vicissitudine, e soprattutto ognuna di loro è determinata a inseguire i propri sogni... La vita è troppo breve per rimanere arrabbiati a lungo, soprattutto con la propria sorella, dice Jo (Saoirse Ronan) ad Amy (Florence Pugh) la mattina dopo aver scoperto che Amy ha bruciato il suo manoscritto incompleto. Queste parole, farfugliate tra le lacrime, sono il segreto, il cuore pulsante di Piccole donne di Louisa May Alcott e del film di Greta Gerwig. La sorellanza. Un termine che non esisteva a quei tempi, metà Ottocento, e ha fatto la sua comparsa alla fine del Novecento, che la Alcott però aveva intuito, individuato come muro portante della sua vita e dei suoi romanzi. Il film della Gerwig, oltre a essere uno dei migliori adattamenti cinematografici di un romanzo epocale, che ha formato, incantato milioni di bambine e ragazze, ha anche trovato una sua via per far risplendere la Alcott. Figura misteriosa, che da sempre abbiamo identificato con quella di Jo, la più ribelle, impetuosa, l’intellettuale, indomabile fino a un certo punto. Piccoli dettagli (senza parlare dei costumi, bellissimi e le acconciature moderne...) rendono speciale questo Piccole donne, che non tradisce il testo originale e ha tanti assi nella manica, a incominciare da Saoirse Ronan, magnifica, totalizzante. Il cast è talmente ben assortito che bisogna riconoscere alla Gerwig molto di più che aver osato tradurre in immagini un libro quasi intoccabile ma di aver persino reso datato il primo adattamento di George Cukor, del 1933, con Katharine Hepburn. Una regia superba.